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ARTICOLI  E RECENSIONI

da La Stampa (29 maggio 2004)
 

Un paradiso per chi ama la carne genuina e garantita
 
In provincia di Reggio Emilia un locale del consorzio GustaRe: strepitosi il "quinto quarto" e il filetto di vitella d'alpeggio che ha mangiato solo latte e uova
 
La vostra bistecca la preferite di carne bovina piemontese o di chianina? Ed il brasato? Vi va il bovino di razza romagnola od optate per la marchigiana o per la podolica? E vi basta sapere di quale razza è la vacca od il vitellone che state per gustare o pretendete di conoscere anche il nome chi l'ha allevata? E vi fa felici il fatto che sia stata macellata da un grande come Martini di Boves o da Villa del milanese viale Brianza? Oppure preferite la succulenta carne tedesca che il celeberrimo Dario Cecchini fa venire nella sua storica macelleria di Greve in Chianti?
 
Tutto questo si chiama "tracciabilità", parola bruttina, certo, ma che dovrebbe essere alla base dei nostri consumi. A voi magari potrà non importare che le nocciole di una crema celeberrima vengano dalla Turchia; che la carne in scatola e la bresaola della Valtellina siano fatte di carne di zebù che arriva congelata dal Brasile o dall'Argentina, che la celebre mozzarella tricolore nasca a Biga, capitale della Lettonia, che il pollo pubblicizzato dal ministero come quello "che parla come noi" nasca chissà dove nonostante la letterina I sullo scudetto... ma se la tracciabilità, la storia della carne, la diversità dei suoi gusti sta in cima ai vostri pensieri, allora venite qua, in questa calma, magica piazzona, salite al primo piano dello storico plurisecolare fortino che domina Rubiera e varcate la soglia del meraviglioso locale che fa parte del benemerito consorzio di GustaRe: gustate la provincia di Reggio Emilia.
 
Dolores Boretti in cucina, il marito Roberto Gobbi e il sodo Mauro Rizzi in sala, vi porteranno il menu più interessante che possa avere oggi, in Italia, un amante della carne, dove potrete scegliere quel dato taglio, quella data razza bovina, venendo a conoscere anche chi l'ha allevata e chi l'ha macellata. In queste affascinanti silenti salette ovattate, tra legni antichi ed affreschi d'epoca, gustatevi, anche con grandi bottiglie, il Parmigiano Reggiano di quasi cinque anni, la carne del Chianti marinata, il vitellone fassone battuto a coltello, lo strepitoso "quinto quarto" (cuore trifolato, trippa, testina di maiale con purea di fagioli lucani, di Sarcuni), coda di vacca al sugo, i tortelli con l'esterno di patate e l'interno di ricotta e pecorino, il sensazionale filetto di vitella d'alpeggio che ha mangiato solo latte e uova, il succulento perfetto formaggio Bettelmatt (ma che fine ha fatto la pelure, la carta colorata con l'indicazione della precisa località di produzione?), il salame dolce con zabaglione caldo. Unici nei: un coperto a 6 euro ed un servizio annunciato allo stratosferico 20% (che a me non sono stati fatti pagare). 100-110 euro per celebrare la gola in un ristorante tra i nuovi grandi.
Di Edoardo Raspelli
 
Provato a 21-5-2004
 
OSTERIA DEL VIANDANTE
Rubiera (Reggio Emilia)
piazza XXIV Maggio 15
Tei: 0522.260638
e-mail: info@osteriadelviandante.com
sito: www.osteriadelviandante.com
Chiusura: sabato mezzogiorno,
tutta domenica e tutto lunedì
Carte di credito: tutte
Voto: 15/20 

 

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Osteria del Viandante - Piazza XXIV Maggio, 15 42048 Rubiera (RE)
tel 0522/260638 - chiuso domenica e sabato a pranzo - prenotazione tavoli - come raggiungerci - email