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Il Messale dei Templari di
Reggio Emilia
A cura di Dolores Boretti
Riemerso dalla fitta coltre della storia, il “Missale Vetus ad usum Templariorum”, oggi custodito nell’Archivio capitolare di
Modena, proveniente dalla Mansione della Mucciatella di Reggio Emilia dove fu utilizzato fin nella seconda metà del XIII secolo, è l’unico manoscritto liturgico di certo uso templare conosciuto in Europa.
Attraverso un vasto progetto editoriale di studio “critico” del testo, è stata ricostruita non solo la vita quotidiana dell’Ordine in Occidente ma anche le sue alterne fortune in terra d’oltremare.
Il quadro dipinto a più mani da vari esperti del settore, affrontato da punti di visti classici quanto poco utilizzati, restituisce una prospettiva forse poco “misteriosa” ma non meno affascinante. Quella della parabola di un Ordine monastico-cavalleresco medievale presa ad emblema della complessità di un periodico cruciale della storia.
Un viaggio documentale sulle tracce di ciò che resta del Tempio in Italia e delle vestigia in Terra Santa, che getta nuova luce sulla presenza dei Cavalieri in terra reggiana ed emiliana.
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l'articolo tratto da la Libertà
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La notte di San Giovanni
Autore: Dolores Boretti
Editore: Fabrizio Filios
Storia, antiche ricette, magia, amore,fanno da scenario a questo romanzo in cui le immagini di personaggi e paesaggi
rivelano la loro anima in una serie di sequenze quasi“cinematografiche” mettendo a fuoco una protagonista che non ha nome, né volto.
Un romanzo che, in un insolito percorso di ricerca e riflessione sul cibo, conduce il lettore
attraverso un mondo goloso di sapori, sapienza e antiche memorie.
La protagonista-narratrice cresce sotto “l’insegnanza” magica e autorevole della nonna, fino all’iniziazione vera e propria nella notte di San Giovanni.
Su piani temporali diversi e attraverso improvvise reminiscenze, le esistenze di nonna e nipote si intrecciano in un susseguirsi di situazioni imprevedibili e avventurose.
L’incontro con l’affascinante Madame dal passato misterioso, la vecchia osteria lasciata in eredità, un presunto manoscritto di Leonardo sulla cucina , la sorprendente rivelazione di un misterioso intrigo politico.
Una storia che si ripete, secolo dopo secolo, con cadenze al tempo stesso reali e indefinite.
Leggi l'intervista a Dolores Boretti su Delirio.net
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Libro de Guisados
Ruperto de Nola: un cuoco alla corte del Re Ferdinando di Napoli
Autore: Ruperto de Nola
Edizione 1529
A cura di Antonella Laudisi
Editore: Il Laboratorio/le edizioni Nola
Chi era Ruperto de Nola? Un catalano al seguito di Re Ferdinando o un nativo di Nola all’epoca della Napoli rinascimentale provincia di Caserta?
Della sua identità ancora oggi non c’è notizia certa. Antonella Laudisi, giornalista del Mattino, ha riprodotto la versione originale del “Libro de guisados, manjares y potajes, intitulado libro de cozina” pubblicata nel 1525.
La prima edizione del libro apparve in catalano "Lybre de doctrina Pera ben Servir: de Tallar: y del Art de Coch" o Lo Llibre de Coch” a metà del secolo XV, perciò la presunta identità catalana data a Ruperto, ma. l’edizione più diffusa è la castigliana, edita in Toledo nel 1525: Libro de Guisados, manjares y potajes intitulado Libro de cocina. Il libro ha avuto numerose edizioni e gran parte del testo dell’ edizione del 1525 fu trasformata nel libro di cucina di Diego Granado intitolato “Arte de Cocina” e pubblicato nell’anno 1599.
Che Ruperto fosse catalano non si sa quindi con certezza. A me piace pensare, forse per una sorta di orgoglio campanilistico, che fosse di Nola e chi lo sa che così sia veramente! Intanto la lettura di questo libro è avvincente, l’introduzione e le 242 ricette di Ruperto conducono in un viaggio nella storia rinascimentale e alla fine della lettura ci si trova quanto mai d’accordo con ciò che l’autrice scrive nelle prime pagine “Il cibo racconta. Attraversa la storia, varca confini e avvicina mondi(…)il cibo disegna, ricorda”.
Un percorso storico nella Napoli rinascimentale alla corte di Re Ferdinando I di Aragona, attraverso un excursus di pietanze, di ornamenti e di spezie, di influenze arabe, di cucina agro e dolce, di minestre, di pasta e maccheroni, di bianco mangiare, di mangia gatti, per ritrovarsi a riflettere su come la cucina sia il luogo di riconoscimento del passato in ogni sapore presente. E’ quanto mai attuale, come suggerisce la Laudisi, “che attorno ad una tavola imbandita si decidono le sorti dell’umanità, si stabiliscono patti di sangue, si celebrano nozze, si dichiarano amori, si consumano addii”, il cibo era ed è ancora adesso al centro di ogni cosa, “cibo come moda, come metafora del sesso, come rimedio alla solitudine, come piacere”, insomma ricorrente in maniera quasi maniacale, per stomaci insaziabili e per stomaci raffinati, per cancellare gli anni della fame o per reprimere i chili di troppo. E mentre ai giorni nostri Ruperto de Nola sarebbe un super chef mediatico, uno di quelli ospitati da Bruno Vespa, per intendersi, allora rappresentava una figura di basso lignaggio: nella gerarchia degli addetti al servizio, infatti il cuoco veniva molto dopo il trinciante, il bottigliere, lo scalco, cariche rivestite di solito da persone di elevata estrazione sociale, mentre “il cuciniere” era di solito uomo di umili origini e a un servitore di così basso lignaggio veniva negato un posto nella memoria dei suoi stessi concittadini. Ruperto però raccolse ben 242 ricette, con annesse raccomandazioni e istruzioni sul servizio a tavola “molte volte, Serenissimo re e molto potente Signore fu comandato da Vostra Maestà a me Ruperto….che facessi un trattato su questa arte del mio incarico affinché rimanesse di me una qualche memoria ai miei aiutanti perché tenessero un certo fondamento nella detta arte di preparare da mangiare e cucinare minestre e altri piatti”, vivande e intingoli più graditi al gusto di Sua Maestà, pietanze delle feste o della quaresima come minestre e cibi per sopperire alle infermità del suo nobilissimo re. Insomma ricette per tutti i gusti, piatti che testimoniano l’influenza spagnola nella cucina napoletana, piatti che spiegano finalmente il perché di determinati usi e detti che ancora oggi sono in voga, come il famoso “mmesca francesca”, piatti che attestano quanto si assomiglino la cucina siciliana e quella napoletana, le influenze arabe come quelle francesi. Nelle pagine del libro come nelle note introduttive si impara molto su abitudini, usanze e curiosità, fra le quali quella sul vino più legato alla dominazione aragonese, il Catalanesca, attualmente in corso di studio, che pare sia ottenuto da uve che Alfonso fece importare dalla Catalogna intorno al 1450 e impiantare alle pendici del monte Somma. Un libro che fa pensare, un libro che avvince, che a tratti fa storcere il naso per l’uso eccessivo di certi cibi o per gli accostamenti stravaganti, un libro che si fa leggere d’un fiato e che è bello conservare nella propria libreria.
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La cucina dei conventi e dei
monasteri
Ricette golose tra sacro e profano
Il monastero di Santa Maria Maddalena Serra De’ Conti
Autore: Dolores Boretti
Questo libro, fresco di stampa ci consente oggi di parlare della cucina di un monastero di suore di clausura
E di visitare un piccolo borgo delle Marche :Serra di Conti. in provincia di Senigallia Qualcuno sussurra che lo chiamino anche “il paese delle monache”. E’ un piccolo centro che conserva ancora in parte mura e porte medioevali, la chiesa gotica di San Michele risalente al 1200 e la chiesa barocca della Maddalena con annesso convento delle suore francescane clarisse. Proprio qui accanto a questo convento, che ospita le monache, è stato aperto il museo “Le stanze del tempo sospeso”, Il museo racconta la vita quotidiana delle suore che si sono succedute nei quattrocento anni di vita del convento. Il museo si apre con la storia del monastero, ma il momento più emozionante , il vero inizio è nella "stanza delle grate", ambiente di comunicazione con l'esterno… fruscio di vesti, voci sommesse… In questo mondo claustrale dove il silenzio non è semplicemente sentito come regola imposta, ma è la componente di un interiore ordine morale e spirituale, la campanella è la voce comunitaria che ancora oggi chiama le suore alla preghiera, al lavoro,ai pasti, alla ricreazione. Con diversi tocchi e scampanellate si compongono i nomi delle singole suore che possono così chiamarsi l'un l'altra negli ampi spazi del monastero. In tempo di quaresima, quando la voce della campanella è resa muta dalla liturgia del dolore, il suono forte e sgraziato della battistrangola è la diversa voce del silenzio. Se vuoi, puoi provare a "suonare" il tuo nome con la campanella o la battistrangola.
Nella sala successiva ecco la spezieria(antica farmacia) :"fornelli per distillare"ampolle con ancora dentro liquidi colorati, erbe…e antichi libri di farmacopea che ci consentono di stabilire l'inizio dell' attività a partire dalla seconda metà del Seicento.
Il percorso continua con le numerose vetrine che offrono in bella mostra gli utensili di cucina. Le suore disponevano anche di stoviglie particolarmente raffinate: "ad uso de forestieri”, chiccare da caffè chiccare per la cioccolata, posate d'argento, saliere e ampolle per oglio e aceto", rotelle per tagliare la pasta , stampini per dolci. Nella loro preparazione, come in quella delle creme e rosoli, vengono ampiamente adoperate le spezie. Dai giornali di uscita del monastero sin dalla fine del XVIII secolo sono annotati gli acquisti per : "Cannella fina, zaffarano di levante, pepe forte", che si affiancano allo "zuccaro raffinato, rosso e mascarato, uva passarina, pignoli, amandole".
Se vuoi, puoi sentire il profumo dei biscotti speziati.
Le regole della clausura portano le suore ad assicurarsi l'autonomia necessaria alla gestione di tutte le attività che ruotano intorno all'alimentazione. Le materie prime provengono dai numerosi e ricchi possedimenti del monastero e sono consegnate, nei tempi stabiliti, dai coloni. Sono le suore che provvedono poi a produrre il vino, a lavorare le carni per conservarle, a fare il pane, la pasta, le conserve e a preparare tutto il cibo che arriva in tavola. L'attività è affidata a diversi Offici monastici coordinati dall'Officio della Dispensa. Quest'ultimo esige, un'organizzazione complessa, articolata con responsabilità suddivise fra le suore Coriste (donne colte che conoscono il latino e l'italiano) e le suore Converse (donne destinate ai lavori manuali), coordinate dalla Camerlenga.
Le suore si dotano di un regolamento che individua i piatti da preparare nei diversi periodi dell'anno liturgico, definisce i tempi di digiuno e astinenza, stabilisce quali siano le persone che, in cambio di favori e prestazioni, vanno pagate con cibi cotti e crudi.. Dai registri tenuti dalla suora dispensiera apprendiamo che ricompensavano con dolcetti, pagnotte e tagliolini, vino, e lardo gli aiuti che arrivavano dall’esterno, secondo una serie di norme codificate. Ad esempio, si legge che "quando la sagrestanina da' il telaranio nella chiesa si da' all'uomo che polisse la chiesa mezza tiera di pane tagliato".
Da grossi bauli,nel corridoio che conduce alla stanza dei lavori, fuoriescono belle e preziose tovaglie di lino o di cotone, tessute dalle suore. Le suore tingevano sia le stoffe che loro stesse tessevano, sia quelle acquistate.Questa attività è testimoniata dai grandi "caldari", nei quali si immergevano stoffe per "tingerle di negro", come pure dai cartoccetti di terre colorate e tinte conservati in varie cassettine. Un piccolo fascicolo d'archivio dal titolo "Metodo per fare le tinte d'ogni colore" contiene ricette per tingere i vari tipi di stoffa: lino, seta, lana. Si tratta di testi generalmente molto precisi dove sono annotati meticolosamente gli ingredienti, gli oggetti necessari per la realizzazione come "caldari, scovolette" e quindi il procedimento. Questa descrizione ha spesso un carattere quasi confidenziale e i consigli dati presuppongono una grande abilità che solo la pratica può garantire: "…Di sotto il catino si piglia il colore con una scovoletta e si fa piovere acqua né troppo forte, né troppo piano, ma come piovesse di maggio…"
Alla fine del percorso si rimane stupefatti, nella sala dei “lavori”, dalle coroncine di fiori che le suore hanno intessuto.I fiori, composti in "rame di seta o ordinarie", erano destinati ad ornare le chiese quando era difficile reperire fiori freschi, mentre le corone si posavano sul capo delle giovani novizie il giorno della promessa e venivano indossate per un anno durante tutte le festività .Accanto ecco le numerose statuette di cera,.calchi di piccoli bambini, teste ricciute.
Le statue erano oggetto di devozione ed è ancora vivo il ricordo delle processioni con le quali, nel periodo natalizio, le suore accompagnavano per i lunghi corridoi del monastero, sino alla chiesa dove era situato il presepe, la Madonna, San Giuseppe e il Bambin Gesù. Il lungo cammino del museo si conclude, ci hanno accompagnato suoni e profumi , silenzi e voci. Ad ogni viandante che si inoltra lungo LE STANZE DEL TEMPO SOSPESO le voci femminili di questo teatro della memoria parlano, descrivono e ci invitano a comunicare prendendo fra le mani lettere, corredi ricamati, un libro di conti, raccolte dei semi dei boschi, tomboli e matasse che rappresentano l'economia e l'organizzazione del lavoro di una spiritualità femminile che sta ancora attraversando i secoli
Ed è nelle carte di archivio che si sono trovate regole di Dispensa e ricette.
La visione pittoresca di paffute suore che, ritiratesi in monastero, trascorrono amenamente il loro tempo fra i fornelli della cucina a “preparar marmellate di fichi” fra un canto e un’orazione, contrasta con l’immagine che con forza emerge dalla lettura dei documenti e delle carte d’archivio.
Spazzati via pregiudizi e stereotipi risaltano figure di donne colte che conoscono il latino e l’italiano, che sanno scrivere, dettare regole e organizzare con logica e rigore il più complesso degli Offici monastici: l’Officio della dispensa.
Accanto a loro altre donne, alle quali viene “richiesta robustezza di corpo per sopportare le fatiche del monastero”,1passano il loro tempo in cucina per spazzare, sparecchiare, pulire le tavole, capare gli erbaggi …e preparare pasti per le decine di consorelle della loro comunità, per i numerosi pellegrini che bussano giornalmente alle porte e ai quali non si nega mai un piatto caldo, ma soprattutto confezionano pasti per pagare tutto quel personale che effettua prestazioni ordinarie e straordinarie per il monastero, siano essi laici o religiosi. Lo studio dei documenti d’archivio apre quindi un singolare panorama sul lavoro monastico ed in particolare sull’attività culinaria, specifico sapere femminile che s’impone nella vita quotidiana tra la preghiera e i lavori dell’orto, tra il ricamo e la tessitura, tra il far statuette di cartapesta e cera e il confezionare rami e corone di fiori di seta.
Al pari del “lavoriero comune”, dove le suore si applicano alle più raffiante arti femminili, la cucina è un luogo percorso da un forte spirito di comunità e nella struttura architettonica del complesso monastico costituisce, insieme al refettorio e alla chiesa, un elemento portante intorno al quale si sviluppano tutti gli altri spazi del monastero di Santa Maria Maddalena.
La cucina è anche luogo di incontro con l’esterno, in cucina arrivano i coloni per “quando vengono i maiali”, “gli uomini che scarnificano, quelli che insaccano le salsicce, vestono le lonze”, quelli che portano le torte e il latte e vengono ricompensati con canestre di biscotti, pagnottelle e fettucce.
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LIBRO E' IN VENDITA DAL SITO DI ODISSEO
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La via delle spezie
Autore: John Keay
Editore: Neri Pozzi
È una brezza equatoriale ad agitare le foglie della myristica fragrans; il ramo sussulta e da un ramoscello cade quello che comunemente è conosciuto come un frutto di noce moscata. Il frutto rotola ignaro di ciò che è capace di smuovere, ma John Keay, da
abile narratore d’esplorazioni qual è, trasporta il lettore nel mondo fragrante delle spezie, raccontando la saga esotica e avventurosa di scoperte geografiche e di guerre che le spezie hanno saputo provocare in tre millenni.
Affermare che le spezie sono state responsabili dell’esplorazione del nostro pianeta, può sembrare un paradosso, ma la storia ama i paradossi ed è una realtà che, nel corso dei secoli, i sovrani hanno messo in gioco il loro prestigio, i navigatori rischiato le loro vite, non solo alla ricerca dell’oro o nella brama di potere, ma per accaparrarsi minime quantità di tesori vegetali che oggi ci appaiono scontati.
La via delle spezie è il racconto colto e sofisticato di come l’uomo sappia osare molto pur di godere di odori e sapori intensi.
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Il sapore perfetto
Autore: José Manuel Fajardo
Editore: Guanda
Il piacere del cibo, l’arte culinaria e l’amore, sono gli ingredienti del romanzo di José Manuel Fajardo. Omar, il narratore-protagonista, è un marinaio-cuoco di origine spagnola che attraversa le strade notturne di Parigi, alla ricerca di una felicità che sembra impossibile.
Il filo della narrazione si dipana attraverso la memoria di momenti cruciali della sua vita, riassaporati come se fossero il menu dell’Arc en Ciel, il ristorante in cui Omar lavora; mentre cucina, ricorda e racconta, sfilano pietanze, salse e condimenti, tequila ghiacciata e le ostriche che secondo il padre avevano il potere di sistemare ogni guaio. Ad accompagnare intingoli e manicaretti ci sono, inoltre, le note di canzoni famose e di ardenti boleri, uno dei quali composto dallo stesso Fajardo. Come in un cocktail accattivante, ciascun elemento contribuisce a creare il sapore perfetto di una vita quanto mai varia.
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Torta al caramello in paradiso
Autore: Fannie Flagg
Editore: Sonzogno
Fannie Flagg, autrice del fortunatissimo Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop, ci regala un altro racconto tenero e divertente ambientato nella provincia americana, popolata da zie, nipoti e vicine di casa, tutte in possesso di una ricetta segreta, vuoi per una torta deliziosa, vuoi per una vita felice.
A Elmwood Springs l’ottantenne Elner si arrampica sull’albero di fichi e, attaccata da uno sciame di vespe, cade a terra. Il medico annuncia il decesso dell’anziana e sull’intera comunità cala un velo di immensa tristezza. Per parte sua, Elner non sembra vivere quei momenti allo stesso modo: come se nessuno si accorgesse più di lei, si alza prende l’ascensore e si ritrova… in Paradiso. Qui, ad attenderla, ci sono molte persone che ha conosciuto in passato, qualcuno che le svela il segreto della leggerezza della torta al caramello e qualcuno cui domandare tutto ciò che ha sempre voluto sapere riguardo alla Vita. La sorpresa più grande, però, è poter tornare indietro, perché la cara Elner ha ancora molto da dire.
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Zenzero blu - Colori e sapori
dell'Asia
Autore: Les Huynh
Editore: Guido Tommasi Editore
Blue Ginger, zenzero blu, è il nome del fortunato ristorante che Les Huynh ha aperto a Sidney, ma anche un colore ed un profumo straordinariamente intensi cui la sua cucina si ispira. Una cucina dalle forti influenze tailandesi, cinesi e vietnamite, dalla base
tradizionale ma resa modernissima e sofisticata da ingredienti inusuali e talvolta bizzarri. Le fotografie eccezionali sono la vetrina in cui ammirare i piatti in ogni singolo, splendido dettaglio, dagli antipasti alle zuppe di noodles, dalle insalate fresche fino ai gustosi piatti unici e ai deliziosi dessert. Una cucina tutta da scoprire.
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Piccoli buongustai
Autore: Guy Martin
Editore: Guido Tommasi Editore
Guy Martin è chef del celebre ristorante parigino Grand Véfour, ma quando fa il papà mette tutto l’impegno possibile a fare felici i suoi due bambini. Piccoli buongustai contiene 50 ricette salate tra le preferite dai più piccoli, ma con un tocco di originalità e fantasia come il merluzzo impanato alle nocciole e le patatine a sorpresa. È un libro per i genitori, alla ricerca di nuove piccole bontà, facili ed equilibrate da portare in tavola, ma è anche un libro per i bambini, per avvicinarsi al piacere della cucina ed ai suoi sapori, giocando ed interpretando le ricette anche attraverso bellissimi disegni da colorare.
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Il libro del pane
Autore: Alessandra Meldolesi
Editore: Ponte alle Grazie
Cibo essenziale da circa 6000 anni, il pane è un giocattolo che non passa mai di moda: sarà per questo che è esplosa la passione per le macchine impastatrici e nei forum di cucina consigli e ricette si sprecano.
La Meldolesi concentra in poco meno di 200 pagine (formato ideale da tenere a portata di mano vicino al forno) tutto quello che è bene sapere sulla cultura del pane, le sue origini e… il suo futuro. Ci sono ricette “basic”, molte ricette regionali dei pani d’Italia, moltissimi pani dal mondo, i pani creativi ed il pane da riciclare in tante altre ricette; dulcis in fundo, non potevano mancare 55 formule magiche create da 20 grandi chef. Per tutti coloro che non vedono l’ora di rimboccarsi le maniche e mettere le mani in pasta.
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Il piccolo libro dei cibi
Autore: Giorgio Taborelli
Un piccolo libro colto, scritto meravigliosamente e con poesia, per raccontare i cibi che mangiamo, per conoscerli e per non dimenticarne le radici. Cosa sono? Da dove vengono? Quando, dove, chi li ha trovati? Come erano quando li abbiamo incontrati, trasformati,
assaggiati per la prima volta? In otto capitoletti che si concludono ciascuno con una ricetta “tematica” (i colombacci in padella chiudono la cacciagione), Taborelli riassume una “storia della cultura materiale”, al contempo raffinata e popolare. Lettura consigliata a chi ama sognare il cibo prima di assaporarlo.
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Pastakiller, il sapore giallo-noir della pasta
(pagg. 368, 14 euro)
È la pasta a dimostrarsi maligna, capace di scatenare in chi la mangia o la cucina azioni efferate, idee criminose, cattive inclinazioni verso il prossimo. Il menu di soli primi piatti che gli scrittori di questa antologia hanno riservato ai lettori affamati, amanti dei sapori forti di genere giallo-noir, propone gli spaghetti al pomodoro e basilico di Gianni Biondillo, le farfalle di Mario Coloretti, gli ziti con le sarde di Nino Filastò, le trenette al pesto di Daniele G. Genova, la fantasia di paste di Paolo Morganti, la pasta esotica di Giancarlo Narciso, gli spaghetti ‘canterini’ di Gregorio Scalise, i pici con l’anatra di Giampaolo Simi, le lasagne bolognesi di Sandro Toni, le linguine con scampi di Roberto Valentini, i bucatini all’amatriciana di Giuseppina Vallesi e gli spaghetti con burro e parmigiano di Marco Vichi. Dietro a questi piatti si celano misteri e crimini gastronomico-letterari.
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Chocokiller, il sapore giallo-noir del cioccolato
I golosi sanno che esiste il cioccolato fondente, al latte, alle nocciole, lo speziato, il ripieno al liquore, alle creme, quello puro che entra in cucina e quello per il vino da meditazione. Ma da questa pagine sapranno che c’è un cioccolato fatto con burro di cacao arricchito con cattivi pensieri.
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Enokiller, il sapore giallo-noir del vino
Autori Vari
Morganti editori
Il vino e il crimine: Enokiller veste l’antico e sacro prodotto che nasce
dalla vigna con le tinte giallo-noir di inediti racconti batticuore. Quattordici scrittori, quattordici Cattivi golosi, hanno vinificato nelle loro cantine letterarie – dove riposano e si affinano le trame, le passioni, la paura e gli intrighi – delle storie insolite, in cui il vino si mischia alla suspance. Tra delicati perlage, retrogusti speziati, note fruttate di amarena matura o di grafite, bagliori color rubino, sentori di fiori bianchi o di frutta e riflessi ambrati o granata, la liquidità del vino, mischiandosi alla nera viscosità dell’inchiostro, diventa parola. Si fa storia. Dopo aver letto Enokiller, sarà difficile ruotare leggermente in bocca un sorso di vino e coglierne tranquillamente il gusto, senza sentirsi afferrare alle spalle dal brivido di essere giunti, forse, all’ultimo sorso, all’ultimo simposio.
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Detenuti di San Vittore, Avanzi di galera
Guido Tommasi, Si parla spesso dell’arte di arrangiarsi o del recupero degli avanzi, e lo si farà anche in questo libro. Ma gli avanzi, a San Vittore, sono un’altra cosa. La “sbobba” che passa l’Amministrazione è quella che è. Si cucina su un unico fornelletto da campeggio. La cucina è anche il bagno. La spesa si può fare all’interno del carcere, ma la qualità è quella che è, e comunque non tutti possono permettersela. Si possono ricevere quattro “pacchi” al mese con generi alimentari e vestiti per un peso complessivo mensile di venti chili, ma niente frutta verdura, cibi confezionati o acquistabili alla spesa interna. Niente alcool naturalmente. E comunque c’è chi non ha nessuno e il pacco se lo sogna. Tutto è quello che è, ma la necessità aguzza l’ingegno, bisogna arrangiarsi. Nel luogo dove tutto è vietato la cucina è permessa.
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Manuale pratico di cucina noir e criminale
Autori: Montse Clavè, Guido Tommasi
I personaggi che popolano la letteratura noir mangiano e bevono. Alcuni più di altri. Di più, quelli che appartengono alla cultura mediterranea, molto meno i nordici. Gli americani del nord più che mangiare bevono, i latino-americani mangiano e bevono. Non intendiamo con questo libro incitare all'assassinio gastronomico. Desideriamo soltanto offrirvi un saporito intrattenimento. Le ricette non contengono arsenico tra gli ingredienti. Nella prima parte del libro si incontrano numerosi autori elencati in ordine alfabetico, e per ciascuno di essi vi offriamo una ricetta che, direttamente o indirettamente, può essere messa in relazione con una delle loro opere. La seconda parte è un completo menù per organizzare a casa vostra una cena in perfetto stile criminale. Montse Clavè ha fondato e dirige con Paco Camarasa la libreria "Negra y Criminal" a Barcellona.
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Creme &
Crimini
Autori: Anne Martinetti e François Rivière
Sonzogno, Agatha Christie amava la vita e le cose buone, e sapeva trasformare i piatti più invitanti in temibili armi del crimine. Nei 66 romanzi di questa “duchessa della morte” il comune bicchierino di brandy si rivela fatale e un semplice sandwich al cetriolo può rispedire al Creatore.Nelle ricette di Creme & crimini non troverete né arsenico né stricnina, ma il meglio della gastronomia britannica e internazionale, spaziando dall’arte del breakfast – la mitica colazione inglese, ricca di piatti dolci e salati – alle torte di Poirot, dai pasticcini e canapè per il tea time in compagnia di Miss Marple alle specialità esotiche assaggiate dalla scrittrice nei suoi viaggi intorno al mondo. Dal roastbeef al Christmas pudding, dallo stufato di montone alle verdure all’indiana, un vero e proprio viaggio gastronomico fra le opere di Agatha Christie. Tra veleni e delitti ingegnosi, si possono imparare succulente ricette e rileggere brani dai romanzi dell’autrice in un continuo gioco di interrelazione fra suspense, letteratura e piaceri del palato.
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Il cucchiaino caramellato
- Trucchi, ricette e consigli per divertirsi in cucina
Autore:Tommaso Fara
Editore: De Agostini
Tommaso Fara, l’autore di queste ricette, appartiene a quella generazione di maschi che tra i fornelli hanno imparato a starci un po’ per necessità un po’ per sincera passione e curiosità, senza timore di fare “una cosa da donne”. Classe 1971, Tommaso è stato iniziato all’arte culinaria in Spagna. Una volta tornato in Italia ha affinato le tecniche e poi ha scritto questo nuovissimo manuale di cucina. Le ricette si possono scegliere sulla base del nostro grado di preparazione: principianti, apprendisti, praticanti. Per tutti, Tommaso riserva una dose massiccia di creatività e furbizia. E vi aiuterà addirittura a scegliere la musica giusta.
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L’amore goloso
Autore: Roberta Schira
Editore: Ponte alle Grazie
Un libro piccante, anzi due, per rileggere in maniera spensierata il binomio Eros & cibo. Il volume ha due facce, ognuna dedicata ai due sessi e ai consigli da seguire per sedurre il partner e prepararlo a un dopo cena con i fiocchi. Un esempio? Il mammone, cioè quello che “la mamma lo fa più buono” si ammalia con delle sorprese profumate al tartufo e un lecca lecca alle noci. Se invece a cadere nelle spire dell’amore è la classica finta
esperta, cioè quella che “no, non amo il vino dolce”, provare con i salatini allo sbrinze e torta di cipolle tiepida. Il tutto condito dai commenti del cuoco Allan Bay e del giornalista re del gossip Alfonso Signorini.
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Biografia sentimentale dell'ostrica
Autore: Mary Kennedy Fisher
Editore: Neri Pozza
E' bellissima; è una grande food writer che scrivendo di cibo racconta se stessa, la vita, il mondo. Arriva ora in Italia, dopo aver spopolato negli States e nei paesi anglofoni e aver fatto innamorare i francesi, con questo manualetto di gastronomia, di buon gusto, di aneddoti appena
appannato - ci dicono - da una traduzione non impeccabile, che non elide però il piacere di una scoperta non solo letteraria. Mary ora non c'è più: ha attraversato elegantemente tutto il '900 da un continente all'altro, lasciandoci perle e un retrogusto pieno e armonico.
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UOMINI
CHE VIAGGIANO, CIBI CHE VIAGGIANO
Autore: Silvana
Chiesa
Editore: Odisseo 2004
Il libro nasce dall'incontro e dalle esperienze delle cucine delle donne e degli uomini dei paesi "stranieri" presenti nel nostro territorio.
Questo mi ha portato gradualmente a sviluppare una riflessione sul significato del cibo come veicolo di identità.
Il contemporaneo nascere e crescere dei negozi che vendono prodotti "tropicali" mi ha convinto che era il momento di "comunicare" questo nuovo linguaggio del cibo…..
Il prof. Montanari, massimo esperto italiano di storia dell'alimentazione, afferma che la cucina può essere paragonata ad un linguaggio in cui i prodotti sono i vocaboli che si organizzano seguendo le regole di grammatica cioè le ricette, e secondo le regole di sintassi cioè i
menù.
Allora ho identificato alcuni prodotti "tropicali", descritto il loro utilizzo e riportato le ricette più semplici che esprimono non solo "quel" territorio, ma anche le feste, i riti, le tradizioni.
La caratteristica di questo lavoro è il fatto che mai si è tentato di spiegare un costume, una usanza, un rito, utilizzando come metro di misura il "nostro" mondo, la nostra cucina e le nostre abitudini, ma ho lasciato che ogni cultura parlasse di sé….
"…. le identità culturali non sono iscritte nel patrimonio genetico di una società, ma si modificano e si ridefiniscono incessantemente, adattandosi a situazioni sempre nuove determinate dal contatto con culture e identità diverse:.." (Massimo Montanari Il mondo in cucina, storia di identità e scambi. Bari Laterza 2002)
Così oggi mi sento di condividere e proporre questo pensiero che potrebbe riassumere il significato del libro:
"…quando io utilizzerò il tuo prodotto nella mia cucina e viceversa, saremo molto più vicini, mescoleremo i nostri profumi, i nostri sapori, le nostre tecniche di cottura, avremo realizzato quello scambio culturale che ci permetterà di conoscerci anche su altri piani, magari chiacchierandone a
tavola…." Mohamed Jamaa
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Erbe.
Conoscere, riconoscere e utilizzare erbe...
Autore: Della Beffa M. Teresa
Editore: De Agostini
Data pub.: 2002
Num. Pagine: 256
Conoscere, riconoscere e utilizzare erbe, arbusti, alberi e le loro proprietà
gastronomiche e medicinali.
Una guida completa alla conoscenza delle piante medicinali, aromatiche e
velenose.
350 schede consentono di conoscere tutte le piante officinali e le loro
proprietà. Il testo è completato da 300 fotografie e 50 disegni a colori.
Dall'indice:
le piante officinali,
ricette fitoterapiche,
le piante spontanee commestibili,
le piante aromatiche,
le piante aromatiche in cucina,
guida alla consultazione delle schede,
le erbe dalla A alla Z,
appendici,
gli alberi officinali spontanei,
glossario farmacologico,
indice.
Per ogni pianta c'è una breve descrizione e sono indicati: la diffusione e
l'habitat, la raccolta e la conservazione, le proprietà terapeutiche, i
sinonimi con cui è conosciuta.
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Il libro degli ortaggi e delle erbe di campo
Autore: Creti Antonio - Creti Giorgio
Editore: Idealibri
Data pub.: 2001
Num. Pagine: 272
In un solo volume sono qui raccolte tutte le informazioni necessarie per conoscere e utilizzare in cucina sia gli ortaggi sia le verdure selvatiche. Il libro è strutturato in tre parti. Nella prima l'argomento è sviluppato nelle sue linee generali e si parla della nostra tradizione di consumatori di ortaggi, delle
insalate e del loro condimento, della cottura e della conservazione. La seconda è dedicata a tutti gli ortaggi con cenni storici sulla loro origine o diffusione e con una serie di ricette particolari. Nell'ultima parte sono illustrate le nostre verdure spontanee con 74 schede di riconoscimento e tante ricette popolari raccolte direttamente dalla voce degli appassionati di tutta la Penisola. Infine, per la prima volta nella letteratura gastronomica italiana si parla del Carosello, il melone spurio associato con l'idea di fresco e apprezzato in tutto il Mediterraneo.
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Lavande
Autore: Patrizia Verza Ballesio
Editore: Edagricole
Data pub.: 2003
Num. Pagine: 136
In queste pagine piacevolissime da leggere e da guardare, un patrimonio di notizie e consigli preziosi viene messo a disposizione dei professionisti ma anche di tutti gli appassionati che desiderano approfondire la conoscenza di specie e varietà e il loro modo di coltivazione. Di titolo in titolo, la collana
"Le Gemme Verdi" offre al lettore l'esperienza personale degli Autori, specializzati nella coltura delle piante ornamentali più belle e diffuse, o anche meno note ma meritevoli di trovare un posto nei giardini italiani. Con questa pratica serie di monografie, ricche di informazioni esaurienti, illustrate da splendide foto a colori, tutti possono diventare veri conoscitori ed esperti giardinieri.
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Curarsi con le erbe e con le piante
Autore: Vari
Editore: Demetra
Data pub.: 2003
Num. Pagine: 126
Un manuale prezioso per imparare a riconoscere, raccogliere e conservare le erbe medicinali e a utilizzarne le virtù terapeutiche. Per ogni erba e per ogni pianta, una scheda dettagliata e di facile consultazione con le proprietà, la descrizione e la foto per il riconoscimento, i modi di impiego a scopo terapeutico e le indispensabili avvertenze. Infine, un 'ricettario della salute' con le tisane, i decotti, gli unguenti e tutti i preparati utili per la farmacia domestica.
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Salvie
Autore: M. Luisa Sotti
Editore: Edagricole
Data pub.: 1997
Num. Pagine: 84
Contenuto: Il genere "salvia". La coltivazione. Le salvie annuali e biennali. Le salvie erbacee perenni. Le salvie suffruticose. Elenco generale delle specie. Cataloghi di piante e semi. Bibliografia. Indice analitico.
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Il giardino della salute e della bellezza. Guida alla conoscenza delle piante medicinali...
Autore: Cristina Gastel Chiarelli
Editore: Archinto
Data pub.: 2003
Num. Pagine: 274
Ogni parte della più piccola pianta ha una sua precisa funzione, un suo segreto: molti di essi sono stati scoperti e svelati dagli antichi, millenni e millenni avanti Cristo. Imperatori, sovrani, ricercatori, medici e storiografi hanno lasciato preziose rivelazioni sulle loro scoperte, medici e disegnatori si sono uniti per tramandarci le loro testimonianze in lunghissimi lavori di catalogazione, che spesso nella parte grafica diventano anche opere d'arte. Greci e latini soprattutto attribuivano a molte di queste piante officinali caratteri magici e propiziatori ed esse entravano come oggetti di culto nei loro riti sacri
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Le erbe
Autore: Frank J. Lipp
Editore: A Edt
Data pub.: 1998
Num. Pagine: 184
'Ricca di illustrazioni e straordinariamente articolata', questa guida alle cure con le erbe ripercorre la storia delle piante medicinali nelle più diverse culture, dedicando ampio spazio ai metodi di raccolta, di coltivazione e di uso, ma anche al loro valore simbolico in un vasto panorama di tradizioni e credenze.
- 'Tavole botaniche e un corredo fotografico di oltre 200 immagini a colori'.
- L'erbario fornisce 'informazioni precise sulla raccolta, la coservazione, la preparazione e l'utilizzo' di 40 specie d'uso comune.
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La coltivazione delle piante aromatiche e medicinali
Autore: G. Milesi Ferretti, L. Massih Milesi Ferretti
Editore: Calderini-Edagricole
Data pub.: 2001
Num. Pagine: 100
Il libro è nato dalle lezioni che l'autore teneva, intorno agli anni '50, agli allievi dei corsi professionali per giovani contadini. Pertanto è di carattere eminentemente pratico ed è dedicato ai coltivatori. Sia ai coltivatori che intendono fornire i prodotti alle aziende soprattutto farmaceutiche sia agli appassionati che producono per proprio conto, ma non agli improvvisatori.
La coltivazione delle piante aromatiche e medicinali chiamate anche piante officinali presuppone una vera e profonda conoscenza, da parte del coltivatore, dell'ambiente in cui si trova ad operare, soprattutto del clima e delle caratteristiche del terreno.
Consigli pratici vengono dati per quanto riguarda la raccolta, che deve essere fatta nel periodo balsamico, cioè nel periodo in cui la pianta risulta più ricca di principi attivi. Circa
l'essicamento, non è indifferente essicare al sole o all'ombra, dipende dalle piante. La stagionatura varia anch'essa a seconda dei tipi di piante o di fiori, comunque di norma deve essere fatta in locali freschi, asciutti ma non troppo, appena arieggiati e al riparo dal sole.
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Erbe e aromi
Autore: Bremness Lesley
Editore: Tecniche Nuove
Data pub.: 1997
Num. Pagine: 96
Collana: Gli illustrati di Natura e salute
Informazioni utili e concrete sulla coltivazione e la conservazione delle erbe aromatiche più comuni. Consigli pratici per un uso culinario, cosmetico, domestico e medicinale.
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Il libro completo delle erbe e piante aromatiche...
Autore: Da Legnano L. P.
Editore: Edizioni Mediterranee
Data pub.: 1996
Num. Pagine: 340
Le piante aromatiche hanno la facoltà di esaltare le qualità proprie degli alimenti e vengono usate per la preparazione dei cibi freschi e conservati.
Il loro uso si estende anche alla preparazione di essenze e profumi. L'autore illustra il modo di distinguere, raccogliere o coltivare le piante aromatiche e quindi ne descrive i diversi usi culinari e terapeutici.
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Farmacia verde. Manuale di fitoterapia
Autore: Piergiorgio Chiereghin
Editore: Il Sole 24 Ore Edagricole
Data pub.: 2002
Num. Pagine: 427
Quarta edizione, ampliata e completamente aggiornata, di un testo ormai 'storico' per la conoscenza di tutte le più importanti piante medicinali. La prima parte costituisce la base teorica: principi attivi, la galenica in fitoterapia (tinture madri,
gemmoderivati, oli essenziali, estratti...), le piante suddivise per famiglie e le 'grandi azioni' della fitoterapia (depurativa, diuretica, sedativa, dimagrante,
ipotensiva...); la seconda parte, ricchissima, è strutturata in schede che, per ciascuna pianta, descrivono...
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Erbe e aromi. Gusto e salute dalle piante
Autore: Vari
Editore: Demetra
Data pub.: 2004
Num. Pagine: 127
Una guida semplice ed efficace per scoprire caratteristiche e segreti delle erbe aromatiche, da sempre utilizzate per donare gusto e profumo ai nostri piatti, ma anche ricche di tante proprietà salutari. Oltre cento ricette, dagli antipasti ai dolci, con le quali sperimentare direttamente il gusto di una cucina che si affida con fiducia alla dispensa fornita dalla natura. Testi parzialmente tratti dai seguenti volumi, editi da
Demetra: "Buone erbe selvatiche", "Erbe in cucina", "Piante aromatiche", "Piante Selvatiche".
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Salute e bellezza con le piante
Autore: Antonio Battista
Editore: Demetra
Data pub.: 2003
Num. Pagine: 255
Le essenze, le ricette, i metodi e la storia della millenaria tradizione occidentale della 'Flora
officinalis', la farmacia della natura. Con 61 schede monografiche per conoscere le virtù e le proprietà delle piante più diffuse, e 23 formulazioni
espressamente create da Maurice Mességué.
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Coltivare le erbe aromatiche con metodi naturali
Autore: Sue Stickland
Editore: Red/Studio Redazionale
Data pub.: 2004
Num. Pagine: 183
Origano, timo, basilico, maggiorana, rosmarino, salvia, menta, dragoncello... sono solo alcune delle più comuni erbe aromatiche che vengono usate come profumi in cucina, ma anche come ingredienti di tisane e bevande. Questo libro è una guida preziosa per chi vuole creare un proprio 'giardinetto' di erbe aromatiche (ma basta anche un davanzale) seguendo i metodi biologici. Offre le indicazioni di base per scegliere le piante, valutare lo spazio e le condizioni necessarie alla loro crescita, preparare il terreno e combattere le malattie senza ricorrere a prodotti chimici tossici. Suggerisce poi le tecniche più adatte per la raccolta delle erbe e per la loro conservazione.
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Il nuovo libro delle erbe
Autore: Jekka McVicar
Editore: Fabbri
Data pub.: 2003
Num. Pagine: 287
Erbe note e specie rare, piante mediterranee e varietà esotiche, tutte raccolte in questo volume che illustra non solo come coltivare al meglio le erbe aromatiche, ma anche come utilizzarle per profumare e rinnovare casa, cucina e giardino. Consigli utili e fotografie passo passo per imparare a
moltipllcare, coltivare e conservare le erbe in modo organico, senza ricorrere a prodotti chimici. Idee creative per portare sulla tavola di tutti i giorni un tocco di sapore e tanta salute in più. Suggerimenti pratici per preparare profumatori d'ambiente naturali, repellenti atossici per gli insetti, prodotti per il benessere nostro e degli animali domestici. per la raccolta delle erbe e per la loro conservazione. 'Ricette per la salute e una guida all'uso delle erbe' in
aromaterapia, in profumeria e nella cosmesi.
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IL
CUOCO DI BAGHDAD
Autore: Al-Baghdadi
Muhammad
A cura di: Mario Casari
Editore: Guido Tommasi 2004
Un
antichissimo ricettario arabo.
Quando si parla delle Mille e una notte, si rischia sempre di scivolare in esotismi troppo facili. Ma la Baghdad del califfo
Haroun, che fa da sfondo a quell’immenso contenitore di racconti, non è solo una favola. ‘Ombelico del mondo’ al punto d’incrocio di una densa rete di scambi commerciali e culturali, quella Baghdad fu per secoli centro di imprese e innovazioni in ogni campo, non ultimo quello dell’alimentazione. Durante i primi secoli della dinastia
abbaside, alla corte califfale di Baghdad fiorì una rivoluzione gastronomica che avrebbe cambiato per sempre l’aspetto delle tavole non solo del mondo arabo e musulmano, ma anche dell’Europa medievale. Un nuovo atteggiamento umanistico seppe porre il pasto al centro di una filosofia della vita che compendiava il rispetto e la sobrietà della tradizione nomade e dell’etica religiosa, con lo stupore e la magnificenza di un orizzonte internazionale che ormai convogliava alle aristocratiche mense dovizia di piatti persiani, indiani, bizantini. Rispetto e stupore, sobrietà e magnificenza che si ritrovano percorrendo il ricettario che Mu|ammad
al-Baghdadi, Cuoco di Baghdad, preparò nel 1226 per sè e chiunque come lui fosse amante dell’arte di cucinare.Se è difficile dire se e in che misura questo testo possa aver circolato in direzione d'occidente, è un fatto che esso sia ricco di quelle nozioni culinarie (dolcificazione a zucchero, colorazione a zafferano, uso di ingredienti particolari come mandorle, agrumi o melograno) che nei ricettari del medioevo europeo, proprio a partire dal XIII secolo, cominciano a testimoniare l'avvento di una evidente influenza della cucina araba. Testo pratico, preciso, incalzante e pieno di sorprese, esso è uno dei pochissimi ricettari di quell’epoca che è giunto fino a noi, qui tradotto direttamente dall’arabo per consentirci un viaggio su più livelli che – grazie anche alla scelta di ricette interpretate da Stefania Barzini per il nostro moderno palato – potrebbe riuscire a coinvolgere ciascuno dei cinque sensi.
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LA
FILOSOFIA IN CUCINA (Piccola critica della ragion
culinaria)
Autore: Francesca
Rigotti
Editore: Il Mulino, Intersezioni, 1999
Principio e radice di ogni bene è il piacere del ventre: e anche ogni cosa saggia e squisita ad esso fa riferimento".Se vi riconoscete nella citazione di questo mese, potete certamente definirvi degli Epicurei: la celebre frase è infatti attribuita al filosofo greco Epicuro e sapientemente riportata nel libro di Francesca
Rigotti, "La filosofia in cucina".Il libro in questione si ispira alla vita di filosofi e letterati per giustificare modi di dire, locuzioni e aneddoti di carattere gastronomico: lo sapevate ad esempio che il filosofo Kant si asteneva dal bere caffè per il solo principio di soppressione del piacere? o che il "pan de li angeli" dantesco non era realizzato con lievito Bertolini ma rappresentava il pane della verità divina?E chi avrebbe mai immaginato che fu l’arte del cuoco a sollevare l’umanità dalla condizione primitiva e a immetterla nel flusso della vita civile: così sostiene
Atenione, autore della commedia attica, facendosi forse gioco di Lucrezio.Espressioni come sete di sapere, divorare un libro, fare indigestione di dati, avere la nausea del leggere, masticare un po’ di latino, divorare un libro, digerire un concetto… cosa vi ricordano?E allora: se il sapere è sapore, anche la scrittura è cucina? (Prendendo spunto dal rapporto tra il dovere (di
Kant) e il piacere (così come professato da Locke), l’autrice riesce anche a consigliarci sull’alimentazione più adatta agli adolescenti: è noto che i ragazzi preferiscono gli alimenti "molli-dolci" alla McDonald’s , ma come convincerli a rispettare un equilibrio nutrizionale e a preservare così il proprio stomaco fino alla vecchiaia? La soluzione sta nell’accontentare i gusti di tutti, nella composizione del menu giornaliero ma anche all’interno della stessa pietanza: chi ama la pasta ma non la carne, sarà comunque disposto ad accettare un piatto di spaghetti al ragù o ancora, se vorranno mangiare il gelato, dovranno prima assaggiare l’odiato minestrone..
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Titolo:
L'ANIMA NEL PIATTO
Autore: Deboraha
Lupton
Editore: Il Mulino 1999
Bellissimo libro sulla sociologia del cibo e
dell'alimentazione. L'approccio è fortemente
interdisciplinare con riferimenti ai più grandi teorici dell'alimentazione. Le fonti sono tratte dalla
letteratura popolare e scientifica. Il libro affronta gli atteggiamenti, le emozioni e le
esperienze legate al cibo nel mondo occidentale.
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Titolo:
HILDEGARD VON BLINGEN: ricette per il corpo e l'anima
Autore: Eve Landis
Editore: Guido Tommasi editore 2000
L'autrice ci offre
un affascinante panorama sulle consuetudini alimentari dei conventi medioevali sia nel periodo del digiuno che in quello di festa. Non è solo un manuale di cucina ma una lettura piacevole.
La figura di Hildegard è affascinante: badessa, compositrice e autrice di opere significative di teologia ma anche di medicina
naturale, descrivendo le proprietà curative naturali delle erbe e degli alimenti ci proietta in un mondo lontano ma anche molto
vicino al nostro.
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Titolo:
LA FRANCIA IN TAVOLA
Autore: Jan Paul Aron
Editore: Einaudi 1978
L'autore compie il suo itinerario lungo il XIX
secolo di ristorante in ristorante, di tavola in tavola, dalle più ricche alle più
povere. Le percorre con l'occhio del smiologo, del sociologo,
dell'economista, dell'antropologo, con lo spirito del profeta e dello scrittore pungente e sagace.
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Titolo:
BELLO DA MANGIARE
Autore: Ave Appiano
Editore: Melteni editrice 2001
Avvicinarsi all'opera d'arte non solo con gli occhi ma anche attraverso il gusto,
l'olfatto, imparando ad apprezzare le reazioni prodotte dalle immagini.
Artisti ed opere, dal Medioevo al Novecento, che hanno ritratto cibi e scenari conviviali vengono reinterpretati per essere gustati....
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Titolo:
NEL NOME DELLA CARNE
Autore: Carlo G. Valli
Editore: FK
Questo libro racconta la storia della carne, i suoi vissuti, le tradizioni
popolari: ne descrive l'immaginario, i ruoli, i significati, la sua evoluzione dal crudo al cotto fino ad acquisirne una valenza gastronomica per concludere con la descrizione dei piatti tipici della nostra cucina regionale. Parlare di carne è come ripercorrere un pò dell'esistenza dell'uomo del suo passare da uno stato di bisogno al piacere di mangiare...
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Titolo:
UNA GOLOSITA'
Editore: Garzanti
Un romanzo che è la ricerca di un sapore perduto. Un famoso critico
gastronomico in punto di morte vorrebbe ricordare e rivivere il sapore
perfetto, e cerca nei meandri della memoria... fino a ritrovare, nel punto più
estremo, il vero gusto della vita.
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Titolo:
LA CUCINA DEI PELLEGRINI
Autore: Marina Cepeda Fuentes
Editore: Paoline
Un singolare viaggio fra storia, usanze, profumi e sapori sulle antiche vie del
pellegrinaggio. Un percorso alla ricerca dei cibi che i viaggiatori della fede trovavano nei loro lunghi
tragitti, storie riferite dai pellegrini che percorrevano le vie che in tutta
Europa conducevano a Santiago, a Roma e Gerusalemme. Una parte interessante è la cucina dei pellegrini e le ricette..
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