Osteria del Viandante

  
 
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ARCHIVIO MANIFESTAZIONI 2001-2005

 
Un libro.. da mangiare
Osteria del viandante, 18 luglio 2005
in collaborazione con la libreria ALL’ARCO

 
   
DAVIDE PAOLINI
    presenta
    Il Mestiere del GASTRONAUTA
 
Libertà vo cercando
Birra e gorgonzola
Cous cous ….all’emiliana
Lo scambio delle coppie: mortadella e champagne

 
Promossi e bocciati
Le frattaglie: cuore, nervetti, fegatelli in rete
In olio veritas: caprini lombatello e l’olio

 

Cibovagando
Crudità di salsiccia.. di bovino
 
Mangiare il territorio
Ciccioli
Erbazzone 
Culatello e fichi

 

Cibi a luci rosse
Zabaione”che scende voluttuoso da una
pentola di rame fino al piatto accende le spia
rossa del desiderio….”
 

 

BIODIVERSITA’ E RAZZE BOVINE AUTOCTONE
LUNEDI 27 Giugno 2005 ore 20,30
 
Nel ristorante che nel volgere di pochi anni è diventato il tempio della carne italiana di qualità, dopo le numerose degustazioni effettuate dalla condotta in questi anni, finalmente sarà possibile lanciare la sfida della carne della razza bianca modenese, neo nato presidio Slow Food, alle più famose razze autoctone italiane sotto presidio, non a caso bianche anche loro: la chianina toscana, la piemontese e la romagnola. Si tratta di un’occasione rara ed imperdibile, resa possibile dall’azienda agricola Mongiorgi di Manzolino che procurerà la bianca modenese e dalla disponibilità delle carni delle altre razze sapientemente selezionate dall’Osteria del Viandante. 
Osteria del Viandante 
Entrate
 

CRUDITA’ DELLE QUATTRO RAZZE(Romagnola- Piemontese- Chinina-Bianca Modenese)
 
In abbinamento EXTRA BRUT ROSSO BELLEI ( Bonporto Modena)
 
BISTECCHESlow Food - Condotta di Modena
 
ROMAGNOLA con fagioli Ciuoti in abbinamento SANGIOVESE di Romagna Ris.TREMONTI (Imola)
 
PIEMONTESE con fagioli Risina in abbinamento BARBERA MASSOLINO( Serralunga Alba)
 
INTERMEZZO
 

Brodo di cappone e carne della Bianca Modenese
 
CHIANINA con fagioli Zolfini in abbinamento CHIANTI CL.BADIA a COLTIBUONO(Siena) 
 
BIANCA DI MODENA con fagioli del Curato in abbinamento EXTRA BRUT ROSSO BELLEI ( Modena)
 
DULCIS IN FUNDO…..
 

Gelato alla panna del latte di Bianca Modenese
 


L'Osteria del Viandante a Squisito
Experimenta: un laboratorio alla ricerca della sensorialità perduta
San Patrignano (RN)
9-10 ottobre 2004
 
Docenti :Roberto Gobbi oste dell'Osteria del Viandante e Franco Cazzamali macellaio in Romanengo.
In questo laboratorio"CRUDITA' E BISTECCA: razze autoctone a confronto" sono state presentate le razze italiane quali la romagnola, la chianina e la piemontese. Si è parlato dei concetti di filiera, di sapori e consistenze, di cotture e.... infine si sono gustate in tutta la loro succolenza.
Osteria del Vindante a Squisito 9-10 ottobre 2004
 
 
Alla rossa di addicono.. i bianchi
24 maggio 2004
Alla presenza dello staff di SPIRITO DI VINO L’osteria del Viandante ha presentato una sfida: può un grande vino bianco sostenere l’abbinamento con una superba carne rossa?Ebbene sì. In scena i Grand Cru 1999 di Chartron et Trabuschet della Borgogna, fermentazione in legno,dotati di grande struttura che ben si abbinano alla carne e alla crudità di diaframma..non solo ,che dire del filetto di vitella di alpeggio di sei mesi di vita il cui finissaggio è stato fatto col rito di uova e latte che conferiscono alla carne una delicatezza estrema ?! A seguire la bistecca di vitella piemontese con la succosità e la tenerezza di un animale giovane e poi salendo verso una complessità di sapori ecco la bistecca e la tagliata di un castrato di 20 mesi.

L’acuto finale è la Bistecca del Viandante creata dall’unione della quarta e quinta vertebra ,cioè dalla linea di demarcazione tra la fine del quarto anteriore e l’inizio del quarto posteriore. Unica nella complessità di sapori, monumentale nell’aspetto è l’espressione di quanto sulla carne si possa ancora scoprire…I Borgogna hanno accompagnato il percorso ora esprimendo dolcezza e frutto maturo come il Corton Charlemagne Grand Cru 1999 ora mineralità come il Crion Batard Montrachet Grand Cru 1999. Bienvenues Batard Montraschet Grand Cru 1999 e Batard Montraschet Grand Cru 1999 e Montraschet Grand Cru 1999 accompagnano le bistecche con la loro discreta acidità composta e armoniosa. Un vino maschile con una impronta mielata e minerale , grande equlibrio il primo, pera bianca e fresca acidità ma più profondo il secondo per la viandante .Hanno concluso la serata con i dessert due grandi vini da meditazione Coteaux du Layon Maria Judy Domaine patrick baudoin e Les Sens Du Chenin

 



Territori e città della carne
22 novembre 2003
Qualità alimentare e biodiversità nella cultura zootecnica italiana
Alle ore 10 introdurrà l'incontro Giovanni Andrea Ferrari, Assessore alla Promozione del Territorio della Provincia di Reggio Emilia.
Verranno poi illustrate le relazioni di Sergio Capaldo, veterinario e presidente dell'associazione La Granda "Agricoltura, zootecnia, uomo: tre elementi imprescindibili"
Dolores Boretti, prof.ssa letteratura, ricercatrice ed esperta di cultura gastronomica "Ecogastronomia, dalla terra alla tavola" 
 
Seguiranno un intervento di Mauro Bigi dell'azienda Allevamento Chianina di Canossa e il dibattito a cui sono stati invitati
Giovanni Quaglia, Presidente Provincia di Cuneo - Roberto Ruini, Presidente Provincia di Reggio Emilia - Luigi Leonardo Restagno, Sindaco di Carrù - F. Dardanello, Presidente Camera di Commercio di Cuneo - Aldo Ferrari, Presidente Camera di Commercio di Reggio Emilia - Marco Prandi, Assessore all'Agricoltura Provincia di Reggio Emilia - Giuseppe Tecco, Assessore all'Agricoltura del Comune di Cuneo - Francesco Balocco, rappresentante del Comune di Fossano - Gianni Vercellotti, Presidente dell'Azienda Turistica Locale di Cuneo - Paolo Ferraboschi, Presidente Confcommercio di Reggio Emilia - Giuseppe Ballauri, Presidente Consorzio Salumi Tipici di Cuneo - Giorgio Bergesio, Presidente M.IAC.


Alle ore 13, dopo le conclusioni di Giovanni Andrea Ferrari, ai presenti sarà offerta una degustazione. IL PIEMONTE INCONTRA L'EMILIA

 
  Territori e città della carne

L'ECOGASTRONOMO
Relazione della prof. ssa Dolores Boretti
Specialista in cultura gastronomica e chef dell'Osteria del Viandante 
di Rubiera Reggio Emilia

 
Gastronomia, gastronauta…enogastronomia…ecogastronomo: parole non solo per giocare per stupire, per provocare ma anche per ridefinire ruoli ed esprimere una visione nuova, una filosofia.
Ecogastronomia…racchiude due concetti in sé apparentemente semplici ECO E GASTRONOMIA…. mi soffermerei un attimo per fare alcune considerazioni.
Quando pensiamo ad un ecosistema immaginiamo idealmente un cerchio formato da molti elementi i quali sono strettamente dipendenti perchè ognuno di essi si nutre del precedente ed è al tempo stesso nutrimento per il successivo. In questo cerchio non esiste un inizio o una fine ma possiamo rilevare elementi come la terra, l'acqua l' aria .. e al centro la mano dell'uomo che si può muovere come strumento di costruzione e o distruzione….Il suo atteggiamento deve essere quello di rispettare, riscoprire che non vuol dire tornare indietro a nostalgiche memorie del buon tempo antico, ma rifarsi a quella SAGGEZZA NATURALE che impediva di distruggere impunemente ciò che ti permetteva di vivere. Esempio tipico della mia terra, (ci sono esempi in qualsiasi altra realtà geografica) era la piantata reggiana: terra coltivata, piante a foglia verde producevano "foraggio estivo" oltre a segnare campi, contenere canali sosteneva la vite….
Questa è cultura.. saperi antichi, profonda conoscenza dei segni della terra degli animali, delle stagioni con uno strumento in più rispetto al passato che è lo sviluppo della ricerca e della tecnica, risultato di molti anni di studio con l'intento di migliorare la qualità della vita di chi produce e la qualità del prodotto per il consumatore.
E' in questa ottica che si inserisce il concetto di FILIERA è obbligatorio che chiunque abbia la possibilità di ricostruire e seguire il percorso di un alimento di un animale attraverso tutte le fasi della produzione trasformazione, distribuzione. Tutto si controlla tramite la TRACCIABILITA' che significa che in ogni momento ogni fase della produzione DEVE LASCIARE UNA TRACCIA RICONOSCIBILE e RINTRACCIABILE.
LA RINTRACCIABILITA' è quindi ascendente (individua i prodotti che fanno parte di un alimento) che DISCENDENTE (individua le imprese a cui sono destinati i prodotti).
LA FILIERA può VOLER DIRE MOLTISSIMO MA ANCHE MOLTO POCO, TUTTO STA NEL LIVELLO MINIMO E MASSIMO DI QUALITA' CHE SI VUOLE OTTENERE.
Otre all'obbligo di rispettare le leggi vigenti si può intraprendere la via della FILIERA ETICO VIRTUOSA cioè di un modo di produrre alimenti ed animali che tenga ben conto del RISPETTO DELL'AMBIENTE E DEL BENESSERE ANIMALE.
E' in quest'ottica che il gastronomo può essere solo un ECOGSTRONOMO deve aver presente che il suo ruolo entra nell'ecosistema in modo determinante perché è colui che prepara l'alimento per il consumatore finale, sua la responsabilità di scelte di filiera in cui reperire i suoi STRUMENTI DI LAVORO.
Non è solo un cuoco che possiede le tecniche di preparazione, è colui che possiede una cultura che gli permette di comprendere anche i passaggi chiave delle filiere produttive.
L'ecogastronomo deve ricercare il meglio, cioè la somma di molte eccellenze sia genetiche che gestionali, nella piena consapevolezza che l'alto costo di produzione può essere compensato da un prodotto dalle caratteristiche uniche, che verranno da lui valorizzate e dal consumatore riconosciute e apprezzate.
In questa ottica l'ecogastronomo non cucina solo filetti…l'animale va considerato e apprezzato nella sua totalità, consumato in ogni sua parte..
Il famoso QUINTOQUARTO. Una questione solo di GUSTO?
Ma il gusto si educa.. educare significa promuovere, cancellare tabù RIDISEGNARE UNA MAPPA GUSTATIVA DELL'UOMO ONNIVORO .
L'associazione che oggi stiamo promuovendo tiene conto di tutti questi elementi, e la cucina diviene il luogo depositario ove questi progetti si realizzano in una serie di scelte operative scientifiche e culturali.


 
Salone del gusto
Torino Lingotto, 24-28 ottobre 2002
Salone del Gusto - Torino

Lungo la via Francigena
Rubiera (RE), 11 novembre 2001
Un pellegrinaggio tra i piaceri del palato

lungo la via francigenaLa ricerca di una ragione di vita , la risposta alle domande,la curiosità ha spinto l’uomo fin dalla notte dei tempi a viaggiare come pellegrino verso un luogo ritenuto sacro, spesso pieno di pericoli da superare, e nel superamento di questi, la prova inziatica ….il viaggio diventa una esperienza interiore di crescita spirituale . Allora come ora in costante pellegrinaggio alla ricerca di qualcosa ,di qualcuno, di noi stessi, di … un piacere: questa serata è dedicata a coloro che come noi sono gli eterni viandanti del palato! Nel medioevo la ricerca della salvezza spirituale o materiale attraverso il viaggio per una immensa folla cristiana era il lungo peregrinare verso la liberazione dal peccato, verso i grandi luoghi della fede Gerusalemme, Roma, Campostella. La strada forse più importante dell’ epoca medioevale che permette l’accesso a Roma, è la via Francigena o francesca o romea; al di fuori della penisola italiana l’itinerario francigeno congiunge Canterbury con il passo del Gran San Bernardo passando per il kent, le regioni francesi, Champagne, Picardie, France Comte, i cantoni Svizzeri Vaud e Vallese; toccando grandi città e cattedrali.Il cardinale Sigerico arcivescovo intraprende il viaggio nell’anno 900 e impiega 80 giorni per arrivare a Roma. da papa Giovanni XV percorrendo 1600 chilometri sarà il suo minuzioso diario a far nascere la leggenda della Via Francigena, lasciandoci una preziosa testimonianza dell’Europa del x secolo: su questa via ancor oggi monasteri ,cattedrali, ricoveri per viandanti ci riportano indietro di mille anni!…e le pietre testimoniano generazioni e generazioni di uomini. gli stessi nomi delle città o dei fiumi si assomigliano legati da un lontanissimo filo…. Gli europei si spostavano ancor prima dell’anno mille: la francigena si sovrappone ad un antichissimo itinerario la cosidetta”via dello stagno” che in età preistorica collegava una sequenza di località celtiche in direzione nord ovest sud est, più tardi questa direttrice naturale che corre sulla cresta di vallate parallele viene utilizzata dai romani per gli spostamenti militari e quindi secoli dopo dai pellegrini romei delle terre settentrionali. La Via Francigena diverrà l’asse portante dei collegamenti tra le tre più ricche e popolose regioni dell’Europa bassomedioevale : la Toscana, le Fiandre e lo Champagne. Questa sera il nostro peregrinare parte dall’Emilia attraversa il Piemonte e giunge ad Ay terra di Champagne.

LA STORIA

Da oltre 10 secoli i vini di Ay sono classificati fra i più nobili del mondo. I re, i grandi della terra e persino un papa si sono fatti punto d’onore di possedere una parcella fra le colline e un torchio ad Ay. Quello di Francesco I oppure di Enrico IV, che si faceva chiamare Sire di Ay, ne testimoniano ancora. Dall’inizio del XVI secolo, Ay era la sola grande denominazione vinicola di origine, di reputazione nazionale e internazionale, citata e utilizzata per i vini di Champagne. Quella evocata dai migliori autori. Quando alla fine del XVII secolo, una fortunata combinazione di circostanze rivelò la spuma nel vino, è Ay, la qualità del suo territorio, la capacità dei suoi abitanti che fecero la notorietà di questa novità che venne chiamata, ovviamente, vino di Ay.Lo champagne conserverà questa prestigiosa denominazione fino al 1887, anno di nascita giuridica della denominazione Champagne. Oggi, fra i 257 crus di champagne, soltanto 17 sono classificati Grand Cru al 100%. Ay ne è il cuore geografico, qualitativo, storico.

LA FAMIGLIA

Contemporanea di Enrico IV e dei suoi discendenti, la famiglia Hémart s’installa definitivamente ad Ay all’inizio del XVII secolo. (François Hémart 1625.1705). La storia della famiglia si radica ad Ay e si mescolainitimamente alla straordinaria epopea dello champagne a partire dal XVIII secolo. Tragica frattura della vigna, la filossera non romperà questo idillio. All’inizio del XX secolo Léon Giraud, corazziere nella battaglia della Marna, accetta la sfida. Egli sposa una signorina Hémart e ricostruisce il magnifico vigneto della famiglia con l’ausilio delle più moderne tecniche dell’epoca: l’innesto su piede americano. E’ oggi Claude Giraud, dodicesima generazione della famiglia Giraud.Hémart, che presiede ai destini della Casa. Restando la discendenza diretta degli Hémart proprietaria e parte del consiglio di amministrazione della S.A. Champagne Henri Giraud.

FRANCO CAZZAMALI

L’ultimo dei trincianti

“..un lungo e difficile percorso di esperienze e di ricerca, una famiglia impegnata nell’antica arte del macellaio nel senso più antico del termine.” Il frutto di così lungo peregrinare è’ l’approdo aFossano all’Associazione “La Granda” Presidio Sloow Food che ha voluto con una nuova filosofia riscoprire ma anche valorizzare la grande razza Piemontese. La piemontese non è nata da manipolazioni genetiche , la sua origine và ricercata nel l’era Quaternaria e come tutte le razze autoctone necessita di un allevamento compatibile con il territorio. Carne magra, povera di tendini e di grassi è assai sapida e gustosa. Così gli allevatori della Granda portano avanti un’idea di produzione attenta alla materia prima, alla salubrità, al gusto.. e grandi macellai con amore e “insegnanza” la consegnano alla memoria del palato.

OSTERIA DEL VIANDANTE. ARNOLFINI.

propongono

La mortadella di Pasquini
Champagne Cuvee de ReseveGranCru
Battuta piemontese in puntacoltello
Fusello alle erbe
ChampagneCuveeMillenairGranCru
Tagliata piemontese
Champagne Fut De Chene Grand Cru
Caldarroste di Cuneo
Ratafià de Champagne

INVITO

Il giorno undici novembre 2001 alle ore 20
presso Osteria del Viandante in Rubiera
avrà luogo la cena-degustazione
“La Via Francigena”
saranno presenti all’evento:
Franco Cazzamali – trinciante
Claude Giraud – produttore
E’ gradito un cenno di conferma
info@osteriadelviandante.com
tel.05222606.


OIKEIOS
Esposizione delle opere di Antonio Brignoni
OSTERIA DEL VIANDANTE Rubiera
2001 - 2003

Antonio Brignoni è nato nel1970.E' del1993 l'incontro con la materia che, unitamente al colore,coniuga in un linguaggio personale di straordinaria intensità ed efficacia: La fissità ermetica delle sue figure e le apparizioni segniche sulle campiture cromatiche tese,parlano secondo un linguaggi poetici ancestrali,secondo figurazioni emozionali dell'anima. Le considerazioni cromatiche e materiche che prevalgono sulla valenza semantica dei segni trasmettono un'immagine ingenua e lirica che diventa alfabeto universale.


Scrivono di lui....

Nell'opera di Antonio Brignoni appare in modo sensibile la pascoliana poetica del "fanciullino" che sa guardare la realtà con occhi puri. Con quello stupore, come se fosse sempre la prima volta, sa stabilire segrete relazioni tra le cose: le cose piccole diventano grandi, le grandi piccole, e tutto si anima di una significanza profonda, primordiale. Al di là del fenomeno il noumeno: la vera essenza della realtà. Così la sua opera è capace di far riemergere in noi, in una sorta di maieutica antica, quel "fan
Oikeiosciullino" assopito e gustare,da adulti, una quotidianità al di fuori di regole schematiche e rigide . Ci coglie con stupore una materia che si fa palpitante proprio perchè così vicina alla profondità dell'essere " bambini", un segno inciso nel colore che si allarga all'oggetto non per essere sfondo ma oggetto stesso. Per questo le sue opere hanno una luce particolare, un senso di profonda leggerezza, direbbe Calvino.
Dolores Boretti

Il modo di stare insieme delle cose, di capovolgere i rapporti quando lo spettatore si accorge del significato della loro azione,dopo aver rivelato la loro presenza e le sottili connessioni con quello che c'è prima e quello che c'è dopo...ecco un punto di avvio per l'analisi del reale.
Bepi Romagnoni

 

Le Strade dei Sapori.. e della Carne
Lunedì 23 Aprile 2001, Rubiera (RE)
Dalle Marche al Piemonte
 
..un percorso di emozioni e microstorie di sopralluoghi sulle tracce della memoria…

I sapori delle più pregiate razze italiane proposte dai grandi macellai della carne:

Marche
Razza Marchigiana 
Selezione Silvio Scapin
Consorzio 5R
Bologna
 
Toscana
Razza Chianina
Selezione Dario Cecchini
Panzano in Chianti
 
Romagna
Razza Romagnola
Selezione Silvio Scapin
Consorzio 5R
Bologna 
 
Piemonte
Razza Fassona Presidio SlowFood "La Granda''
Selezione Franco Cazzamali
Romanengo (CR)
 

Saranno presenti alla serata tra le diverse personalità:

- Il fondatore e direttore della Granda SlowFood Sergio Capaldo
- Il Presidente della Associazione 5R Luigi Veronelli
- Arturo Rota Presidente
Collana Guida Veronelli
 
I giornalisti
Bigazzi
Casullo 
Scarpato 
 
I macellai
Dario Cecchini 
Franco Cazzamali
Silvio Scapin
allevatori piemontesi, toscani e marchigiani

 

Menù degustazione

Parmigiano Reggiano - Vacche Rosse Istituto Agrario Zanelli

Aceto Balsamico Reggiano - Bollino Argento Az.Ag.Il Cavazzone

Ciccioli

 

Una grande bistecca ……. il suo vino:
Marchigiana Agontano
Vinicola G. Garofoli
Chianina Bruno Di Rocca
Vecchie Terre Di Montefili
Romagnola Sangiovese di Romagna Riserva
Az.Agricola Conti Leone
Fassona Le Grive
Forteto dellaLuja
Pasticceria secca:
Laio Dessilani
VinSanto
Nontiscordardime Albana passito
L. Conti

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Osteria del Viandante - Piazza XXIV Maggio, 15 42048 Rubiera (RE)
tel 0522/260638 - chiuso domenica e sabato a pranzo - prenotazione tavoli - come raggiungerci - email