LA CARNE.. e il suo piacere
Il TONNO DEL CHIANTI
Meravigliose sinergie della civiltā contadina che continuano per il piacere del nostro palato.
Sul far dell'estate, quando la salagione definitiva del maiale giā diveniva problematica, la popolazione di Greve in Chianti dovette fronteggiare anche un'altra emergenza: rischiava di andare a male il vin brusco, un misto di trebbiano e Malvasia non trattato. Da due incombenti sciagure nasceva una squisitezza: il tonno del Chianti.
Prosciutti e spalle di lattonzolo disossato, dopo un passaggio sotto sale per due o tre giorni venivano bolliti con gli ultimi caratelli di vin brusco. Finita la bollitura il liquido si gettava e la carne veniva sommersa nell'olio di cui abbondano le colline toscane.
Una bontā quasi perduta come gli ormai introvabili zolfini dell'Alto Valdarno, indimenticabile accompagnamento del tonno, che tonno non č.