I VINI ITALIANI NEL 1500
Il vino di Montafiascone "Est! Est! Est!", i Vini dei Castelli, il Greco di Posillipo, d'Ischia, di Torre del Greco, Lacrima Christi (vino ottenuto senza pigiatura; infatti i grappoli ammassati e pressati per effetto del loro peso, perdevano succo, ovvero mosto, che veniva vinificato), il Chiaretto, il Trebbiano, i Vini d'Orvieto, Montepulciano, il Chianti, i Vini del Piemonte, delle Marche, dell'Emilia. Una ricerca sui vini d'Italia venne fatta anche da Sante Lancerio, dispensiere di Papa Paolo III Farnese, gran conoscitore di vini e gran bevitore.
La conservazione dei vini non era comunque cosa facile, solitamente ora veniva conservato in botti, ma una volta aperto un barilotto la sua degenerazione cominciava a farsi sentire in meno di una settimana. In Toscana, a dire il vero, gią nel 300 venivano usati fiaschi impagliati per evitarne la rottura nel trasporto; era comunque un vetro assai fragile.